mercoledì 23 maggio 2007

GEORGE MALLORY - AMBROGIO FOGAR


  1. Salve a tutti
    Col solito ritardo che mi contraddistingue,anzi, credo di aver superato tutti i limiti della decenza vengo a “postare” le mie considerazioni, i pensieri, le emozioni che mi ha lasciato il parlare di George Mallory. Il filo conduttore di questa puntata, ma anche della successiva, che ho già condotto – si’, risparmiateVi i commenti:il mio tempismo e la mia “professionalità” “suck” – su Ambrogio Fogar è: perché l’uomo vuole spingersi oltre, a valicare i limiti che la natura o Dio ci hanno imposto? George Mallory, è storia riportata, rispose così ad un giornalisti che lo pressava insistente nel chiedergli perché volesse scalare l’Everest <>. Semplicemente. E Fogar, che traversa l’atlantico in solitaria da est a ovest, contro vento e correnti,perché lo fa? Forse, perché l’oceano è la, si stende invitante, apparentemente senza fine….Non devo certamente essere io a poter dire cose interessanti sulla spinta interiore dell’uomo verso l’infinito, verso Dio, nell’eterna sfida all’eterno e all’infinito, insomma, il da-dove-veniamo-chi-siamo-dove-andiamo stuff. Il mio tentativo è di metterci sopra un po’ di musica. Ma prima ancora qualche parolina, che’ il clima del mare m’ispira. Vi avevo promesso di svelare se Mallory fosse arrivato in cima all’Everest. Non v’è certezza ma molto presumibilmente possiamo affermare di no. Le tracce rilevate sul suo corpo fanno capire che al momento della caduta era legato al compagno di cordata Irvine e che l’ossigeno che avevano non sarebbe bastato loro per giungere in cima dal punto nel quale fu trovato il suo corpo. Aveva poi gli occhiali da sole in tasca, quindi dovevano essere precipitati di notte, tendando di riguadagnare il campo. Ma ripeto quello che ho detto in trasmissione:è poi così importante sapere se vi giunse effettivamente? Apprezziamo lo spirito, la grandezza anche tecnica della sua avventura, siamo nel 1924, forse doveva nascere anche il signor Gore, non solo il Gore-tex, “computer” era un termine che iniziava a farsi strada nella fiction scientifica cecoslovacca…..e questo pazzo, romantico inglese, come solo gli inglesi sanno esserlo, che cerca di arrivare in cima al Chomolungma
    Questa è stata la scaletta per George Mallory
    OFF THE GROUND Paul Mac Cartney
    SAILING Rod Stewart
    SALAMANDER Jethro Tull
    1921 Who
    ROCKY MOUNTAIN HIGH John Denver
    HIGH James Blunt
    COLLINA DEI CILIEGI Lucio Battisti
    HINDU TIMES Oasis
    NEW YORK MINING DISASTER 1941 Bee Gees
    EL CONDOR PASA Simon and Garfunkel
    WE ARE ALL MADE OF STARS Moby
    MONTAGNE VERDI Marcella Bella
    TILL THE MORNING COMES Neil Young
    BITTER SWEET SIMPHONY The Verve
    EIGHT MILES HIGH Byrds
    BRIGHT SIDE OF THE ROAD Van Morrison
    MAYBE THERE’S A WORLD Cat Stevens
    COMING DOWN AGAIN Rolling Stones

    E questa per Ambrogio Fogar

    L’ISOLA NON TROVATA Francesco Guccini
    TIME OF THE SEASON Big Blue Missile & Scott Weiland
    Rolling Stones DON’T STOP
    Neil Young I’M THE OCEAN
    Beastie Boys FIGHT FOR YOU RIGHT
    MONDO Jimmy Fontana
    Beatles WE CAN WORK IT OUT
    Jackson Browne RUNNING ON EMPTY
    Jim Croce TIME IN A BOTTLE
    Bee Gees I’VE GOT TO GET A MESSAGE TO YOU
    RIVER OF DREAMS Billy Joel
    GO YOUR OWN WAY Fleetwood Mac
    Chicago QUESTIONS 67 & 68
    BLIND FAITH CAN’T FIND MY WAY HOME
    LUCKY Radiohead
    YOU KEEP ON MOVING Deep Purple
    IL NOSTRO CARO ANGELO Lucio Battisti
    WHAT A WONDERFUL WORLD Louis Armstrong

    Personaggio molto mal sopportato dai media, criticato con cattiveria, oserei dire, sino all’accusa infondata di non aver fatto tutto il possibile per salvare il compagno di regata, il giornalista toscano Mauro Mancini, ci ha lascito una eredità fatta di contegno e sopportazione di una sorte beffarda, è nota la sua vicenda umana con la lunga paralisi, sino alla morte. Fogar è sempre andato a testa alta, con la consapevolezza di che sa di essere in pari con se stesso

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Tomy as always...on the run

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