- Salve a tutti
Col solito ritardo che mi contraddistingue,anzi, credo di aver superato tutti i limiti della decenza vengo a “postare” le mie considerazioni, i pensieri, le emozioni che mi ha lasciato il parlare di George Mallory. Il filo conduttore di questa puntata, ma anche della successiva, che ho già condotto – si’, risparmiateVi i commenti:il mio tempismo e la mia “professionalità” “suck” – su Ambrogio Fogar è: perché l’uomo vuole spingersi oltre, a valicare i limiti che la natura o Dio ci hanno imposto? George Mallory, è storia riportata, rispose così ad un giornalisti che lo pressava insistente nel chiedergli perché volesse scalare l’Everest <>. Semplicemente. E Fogar, che traversa l’atlantico in solitaria da est a ovest, contro vento e correnti,perché lo fa? Forse, perché l’oceano è la, si stende invitante, apparentemente senza fine….Non devo certamente essere io a poter dire cose interessanti sulla spinta interiore dell’uomo verso l’infinito, verso Dio, nell’eterna sfida all’eterno e all’infinito, insomma, il da-dove-veniamo-chi-siamo-dove-andiamo stuff. Il mio tentativo è di metterci sopra un po’ di musica. Ma prima ancora qualche parolina, che’ il clima del mare m’ispira. Vi avevo promesso di svelare se Mallory fosse arrivato in cima all’Everest. Non v’è certezza ma molto presumibilmente possiamo affermare di no. Le tracce rilevate sul suo corpo fanno capire che al momento della caduta era legato al compagno di cordata Irvine e che l’ossigeno che avevano non sarebbe bastato loro per giungere in cima dal punto nel quale fu trovato il suo corpo. Aveva poi gli occhiali da sole in tasca, quindi dovevano essere precipitati di notte, tendando di riguadagnare il campo. Ma ripeto quello che ho detto in trasmissione:è poi così importante sapere se vi giunse effettivamente? Apprezziamo lo spirito, la grandezza anche tecnica della sua avventura, siamo nel 1924, forse doveva nascere anche il signor Gore, non solo il Gore-tex, “computer” era un termine che iniziava a farsi strada nella fiction scientifica cecoslovacca…..e questo pazzo, romantico inglese, come solo gli inglesi sanno esserlo, che cerca di arrivare in cima al Chomolungma
Questa è stata la scaletta per George Mallory
OFF THE GROUND Paul Mac Cartney
SAILING Rod Stewart
SALAMANDER Jethro Tull
1921 Who
ROCKY MOUNTAIN HIGH John Denver
HIGH James Blunt
COLLINA DEI CILIEGI Lucio Battisti
HINDU TIMES Oasis
NEW YORK MINING DISASTER 1941 Bee Gees
EL CONDOR PASA Simon and Garfunkel
WE ARE ALL MADE OF STARS Moby
MONTAGNE VERDI Marcella Bella
TILL THE MORNING COMES Neil Young
BITTER SWEET SIMPHONY The Verve
EIGHT MILES HIGH Byrds
BRIGHT SIDE OF THE ROAD Van Morrison
MAYBE THERE’S A WORLD Cat Stevens
COMING DOWN AGAIN Rolling Stones
E questa per Ambrogio Fogar
L’ISOLA NON TROVATA Francesco Guccini
TIME OF THE SEASON Big Blue Missile & Scott Weiland
Rolling Stones DON’T STOP
Neil Young I’M THE OCEAN
Beastie Boys FIGHT FOR YOU RIGHT
MONDO Jimmy Fontana
Beatles WE CAN WORK IT OUT
Jackson Browne RUNNING ON EMPTY
Jim Croce TIME IN A BOTTLE
Bee Gees I’VE GOT TO GET A MESSAGE TO YOU
RIVER OF DREAMS Billy Joel
GO YOUR OWN WAY Fleetwood Mac
Chicago QUESTIONS 67 & 68
BLIND FAITH CAN’T FIND MY WAY HOME
LUCKY Radiohead
YOU KEEP ON MOVING Deep Purple
IL NOSTRO CARO ANGELO Lucio Battisti
WHAT A WONDERFUL WORLD Louis Armstrong
Personaggio molto mal sopportato dai media, criticato con cattiveria, oserei dire, sino all’accusa infondata di non aver fatto tutto il possibile per salvare il compagno di regata, il giornalista toscano Mauro Mancini, ci ha lascito una eredità fatta di contegno e sopportazione di una sorte beffarda, è nota la sua vicenda umana con la lunga paralisi, sino alla morte. Fogar è sempre andato a testa alta, con la consapevolezza di che sa di essere in pari con se stesso
mercoledì 23 maggio 2007
GEORGE MALLORY - AMBROGIO FOGAR
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