Che personaggio, Muhammad Alì! Ha attraversato i decenni con rabbia e amore, sulle ali di momenti leggendari vissuti a testa alta, danzando, l'Alì shuffle, si', lui sul ring danzava e declamava versi, l'hanno definito il primo rapper. Il 30 ottobre 1974 si tenne a Kinshasa,allora Zaire, oggi Congo, uno degli incontri più improbabili della storia del pugilato. Un giovane promoter dai capelli imbarazzanti, Don King, mise in piedi una sfida tra il giovane e potente texano George Foreman e Alì. La location era la capitale di uno dei paesi più ricchi del mondo e peggio comandati. I Belgi non sono passati alla storia per essere stati dei buoni colonizzatori, credo che quello belga, l'italiano e il portoghese siano stati quelli peggiori, almeno amministrativamente, e quando lasciarono il Congo non avevano preparato un letto adeguato alla transizione. Dopo 4 anni di anarchia successivi alla tortura e all'uccisione del presidente regolarmente eletto, Patrice Lumumba, emerse una figura secondaria, Mobutu, che dopo un iniziale periodo sostanzialmente non terribile, assunse tutti i crismi del dittatore modello, con il discreto e pieno appoggio della C.I.A.
Alì, the greatest, vinse quello che venne poi ribattezzato "The rumble in the jungle", facendosi malmenare per otto riprese sino a che uno stanco Foreman non diede il fianco a un jab micidiale, mentro 40.000 spettatori urlavano tribalmente <
Abbiamo ripercorso la straordinaria storia di Alì. L'esordio in una palestra della natia Louisville Ky, l'oro olimpico a Roma, il cambio di identità e l'abbraccio all'Islam, il rifiuto verso il conflitto in Vietnam
Perché dovrebbero chiedermi di indossare un’uniforme e andare 10.000 miglia lontano da casa a far cadere bombe e proiettili sulla gente Marrone del Vietnam, mentre i cosìddetti Negri, a Louisville, sono trattati come cani e gli sono negati i semplici diritti umani? No, non andrò 10.000 miglia lontano da casa a dare una mano a uccidere e distruggere un’altra nazione povera, semplicemente perché continui il dominio degli schiavisti bianchi sulla gente scura di tutto il mondo. Sono stato avvertito: prendere questa posizione mi potrebbe costare milioni di dollari. L’ho detto una volta e lo ripeterò: il vero nemico del mio popolo è qui. Non andrò contro la mia religione, contro il mio popolo o me stesso diventando uno strumento per schiavizzare chi sta lottando per avere giustizia, libertà ed eguaglianza. Se pensassi che la guerra porterà libertà ed eguaglianza a 22 milioni di miei simili, non avrebbero dovuto arruolarmi: lo avrei fatto io, domani. Non perdo nulla restando fermo sulle mie posizioni. Andrò in prigione: e allora? Siamo stati in catene per quattrocento anni...
Questa la scaletta del programma
Harvest Neil Young Harvest la nostra sigla
Parallel Universe Red Hot Chili Peppers
Dazed and Confused Led Zeppelin
Angry Young Man Billy Joel
Let's get together The Youngbloods
Born To Fight Tracy Chapman
I Want To Hold Your Hand The Beatles
I Got A Name Jim Croce
Eve of Destruction Barry McGuire
Volunteers Jefferson Airplane
The Boxer Simon & Garfunkel
L'aquila Lucio Battisti
Beat It Michael Jackson
Run Through The Jungle Creedence Clearwater Revival
Ain't No Sunshine Bill Withers
We Shall Overcome Pete Seeger
La prossima settimana, anzi, visto che sto postando di lunedì una cosa iniziata la scorsa settimana, domani l'altro andremo alla ricerca di un corpo, o meglio, cercheremo tracce su di un corpo. No, non vogliamo tra
sformarci in detectives alla CSI: cercheremo di capire se George Mallory sia riuscito a salire sull'Everest.
Buon ascolto a tutti
Tomy